venerdì, 04 luglio 2008

Il corso è iniziato stamattina, puntuale alle 9 nel caldo africano di una Roma rovente.

La mattinata è trascorsa in un giro di presentazioni dei partecipanti in cui ho potuto constatare tristemente l'agonia in cui versa il mercato del lavoro e in particolare quello riservato ai giovani: stage su stage non retribuiti, master inutili ma pagati fior di quattrini, precariato, disoccupazione, lavoro sommerso e non regolarizzato grazie al quale si riesce ad arrivare a fine mese.

Oltre a queste considerazioni politico economiche, ho potuto constatare con piacere che la mia timidezza e il mio livello di socialità sono progrediti in maniera sorprendente: mi sono presentata senza esitazione, ho posto varie domande ai professori, nell'ora di pausa pranzo ho conversato piacevolmente con le mie future colleghe. Beh devo dire che questa è stata la vera soddisfazione della giornata, niente male per il vecchio lupo solitario che si cela dentro di me!

Puntuale alle 10, nel bel mezzo della lezione, ha chiamato mia madre. Io, ingenua quale sono, ho pensato che premurosamente si volesse informare sulla mia nuova avventura... e invece voleva solo leggermi il suo bollettino medico giornaliero. E ancora una volta ho avuto la triste conferma che ormai i nostri ruoli si sono invertiti: lei è diventata la bambina da curare e coccolare e io sono la madre responsabile e accogliente che deve ascoltarla. E' un ruolo che mi sta stretto ogni giorno di più e che a capo chino accetto, perchè gli eventi non si possono cambiare ma solo dignitosamente accettare.

Il calendario dei miei prossimi mesi sarà più o meno questo: lezione 9-18 e studio 20-24; i week end e tutto il mese di agosto dedicati agli ultimi esami e alla stesura della tesi; intanto ho già la data del prossimo ricovero milanese di mia madre (il 21 agosto); e la mia amata amica di infanzia ha deciso che sarò io la testimone del suo matrimonio il 30 agosto.

Dire che mi aspettano mesi intensi è un eufemismo. Dire che sono molto preoccupata è dire poco.

Vado in gelateria: voglio affogare dentro il variegato nutella.

margot80 alle ore 19:48 | pensieri, lavoro, università, novità, me medesima, motivazioni, lottare, ci sono giorni
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sabato, 14 giugno 2008

Tra una cazzata e l'altra ho perso il primo appello della sessione. Ho perso? dove? nella mia pigrizia e nella assoluta non volontà di studiare.

brava, so' soddisfazioni.

margot80 alle ore 09:50 | depressione, università, tristezza infinita
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giovedì, 12 giugno 2008

Notizia per gli addetti ai lavori che ogni tanto passano di qui:

http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/pubblicit-/pubblicit-/pubblicit-.html

margot80 alle ore 09:33 | lavoro, dediche, tesi, università, tempi postmoderni
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giovedì, 22 maggio 2008
Ho trovato questo interessante articolo de L'Espresso sulla riforma universitaria, è un pò lungo ma consiglio, agli studenti universitari triennali, di leggerlo.
Insomma ci hanno fregato ... e non è cosa nuova questa. Mi piacerebbe capire quali interessi ci sono dietro, a chi è convenuta economicamente questa riforma. Qualche suggerimento?

Se poi andassi a studiare, invece di cazzeggiare su internet... magari riuscirei anche a finirla questa triennale! :-D
margot80 alle ore 10:53 | pensieri, politica, no comment, università
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venerdì, 16 maggio 2008

Mi rivolgo a tutti i giovani che si accingono ad andare all’università. Se volete capire voi stessi, il mondo in cui vivete, fare carriera, avere stabile successo, tornate agli studi classici, alle facoltà di lettere, di lingue e letteratura, alla filosofia. E se fate economia o ingegneria, o medicina, non limitatevi alla vostra specialità, allargate la mente con altre letture, con altri corsi. Leggete romanzi, libri di storia, di filosofia, di sociologia, guardate i grandi film. Seguite le lezioni dei professori più bravi, più profondi, anche se all’inizio fate fatica a capire, anche se dovete studiare di più delle mille e cinquecento ore globali che la riforma vi chiede di non superare. Ignorate questa legge, studiate di più. Imparate a ragionare, ad argomentare.

Non fatevi abbagliare dai corsi di laurea più moderni, dalle specialità della comunicazione, pensando di diventare dei giornalisti famosi, dei cineasti di fama mondiale, dei manager che sanno creare e dirigere grandi imprese. Le lauree triennali della riforma Berlinguer- Moratti, copiata sul modello anglosassone, vi daranno soltanto una informazione di base. Consentitemi di essere franco: uscite ignoranti dai licei e dagli istituti. Non conoscete l’italiano, la letteratura, la storia, la filosofia, la matematica. Non conoscete né la nostra cultura né i grandi filoni della cultura mondiale. I professori più preparati, quando vi sentono parlare, restano smarriti perché si accorgono che non avete nemmeno il vocabolario per capire che cosa dicono. E perciò molti di loro se ne vanno a un corso di livello superiore.

Chi resta, spesso si rassegna a tenere lezioni piatte, elementari. Alcuni, per risparmiare tempo e fatica, non si confrontano mai con voi faccia a faccia in un esame orale. Vi fanno un test in cui i migliori non potranno mai dimostrare il proprio valore. Queste lauree triennali non sono vere lauree, le chiamano così perché la gente vuole il titolo di «dottore» ma, in realtà, spesso sono solo dei diplomi professionali. E non lasciatevi nemmeno abbagliare dal facile successo della televisione. È una strada dove contano molto le conoscenze, i giochi politici. Naturalmente è importante il talento, è possibile un improvviso successo. Che però spesso è effimero.

Tutti elogiano la scienza e la tecnologia occidentali. Ma, nella scienza, i progressi sono dovuti a grandi scienziati che dedicano tutta la vita allo studio e hanno una visione filosofica dell’esistenza. Nella tecnica invece, molti, come diversi manager, sono solo specialisti senza radici culturali, senza spessore, ciechi e sordi a tutto ciò che sta oltre il loro laboratorio. Non capiscono le conseguenze di ciò che fanno. Agiscono come un muratore che lavora a un edificio che non sa a che cosa serva. Così, quando nascono questioni complesse, non le sanno affrontare. Il risultato sono i disastri ecologici, economici, politici. L'Occidente sta subendo un declino culturale. Supertecnico, superspecializzato, affonda nelle chiacchiere e nell’ignoranza. Non fatevi trascinare dalla corrente, cercate almeno voi di porre un freno a questa deriva.


Francesco Alberoni,  Il Corriere della Sera

Mi sono innamorata subito di questo articolo perchè lo trovo così vero e quasi disarmante nela sua semplicità; lo sento mio e vicino a ciò che penso.
A breve concluderò un corso di laurea triennale in Comunicazione d'impresa e Marketing: è un corso interessante, che mi ha fornito alcuni strumenti che spero mi saranno utili lavorativamente, ma è come se mi sentissi un tecnico che conosce gli strumenti ma a cui mancano i contenuti della comunicazione... le parole, le teorie, le date, i personaggi che hanno cambiato la storia.
Sempre di più mi ronza in testa l'idea di concludere il mio percorso universitario con un biennio specialistico della Facoltà di lettere...


margot80 alle ore 11:36 | pensieri, università, me medesima, motivazioni, ci sono giorni, tempi postmoderni
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domenica, 04 maggio 2008

Sono uscite le date degli esami e le scadenze per la sessione estiva.

Fare 13 esami (tra annuali, semestrali e seminari) dal 3 giugno al 24 giugno e contemporaneamente scrivere la tesi e cercare casa per lo sfratto, e scendere ogni 15 giorni a casa per la chemio di mia madre... beh mi sembra davvero tanto, troppo.

Ora devo solo accettarlo e non colpevolizzarmi.

margot80 alle ore 16:41 | pensieri, attimi, università, novità, me medesima, tristezza infinita, lottare
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giovedì, 01 maggio 2008

Non ci sono trucchi, non esiste una bacchetta magica, né  esistono pastiglie miracolose: l’ansia si sconfigge solo se si affronta la situazione. Perché più ci diciamo che abbiamo paura, più tendiamo ad evitare la situazione, e quante più volte la evitiamo, tanto più grande diventa l’ansia percepita.È come un cane che si morde la coda. L’ansia se la si sfugge si autoalimenta, e trasforma le nostre piccole paure in montagne insormontabili.Allora, per quanto difficile è la situazione che dobbiamo affrontare non lasciamoci abbattere. Cerchiamo di scomporla in parti più piccole. Se ci focalizziamo sul problema nella sua globalità ci sembra enorme, ma se lo dividiamo e cerchiamo di affrontarlo un pezzo per volta, per quanto difficili i piccoli passi, ci sembreranno comunque più affrontabili. Dandoci una nuova forza, un’energia che va ad alimentare sicuramente la nostra autostima. Ridandoci non solo la sicurezza e fiducia in noi stessi, ma anche, la serenità.

Ok, scomponiamo il problema in piccole parti. 260 pagine in 5 giorni. 52 pagine al giorno.

margot80 alle ore 19:22 | depressione, ordinaria follia, università
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lunedì, 14 aprile 2008

Ragazzi! Bellissimo lunedì a tuttiiiiiiiiiiii

Oggi mi ha risposto il responsabile marketing dell'associazione no profit su cui faccio la tesi: disponibilissimo, gentilissimo, preparatissimo! Mi manda tutto il materiale via mail e per ulteriori domande posso contattarlo anche telefonicamente.

Avevo la voce rotta dall'emozione... lo so, c'è di meglio per commuoversi, ma questo è un sogno che piano piano prende piede. Questa è la storia di una ragazza che dopo 14 esami sostenuti in un'altra facoltà ha deciso di inseguire un sua passione ... e ,mentre tutti si laureavano, lei ricominciava da capo, da zero. E piano piano ha risalito la china... tra mille difficoltà, tra sofferenze, umiliazioni ma anche soddisfazioni.

Sono felicissimaaaaaaaaaa stamattina!!!!!!!!!!! Mando una ventata di ottimismo a chiunque passa da qui :D :D :D

margot80 alle ore 11:54 | tesi, università, novità, me medesima, lottare
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domenica, 13 aprile 2008

Dopo tre notti insonni, dopo lunghe code negli uffici della mia università, dopo tre caffè e litri di camomilla... ho deciso che ci provo: martedì porto la domanda di laurea in segreteria.

Il programma di combattimento è il seguente: durante la settimana studio per gli esami e nei week end mi dedico alla tesi.Entro il 24 giugno devo consegnare tre copie della tesi e il libretto degli esami.

Sarà dura, ma ...

Se tu lo sogni, lo puoi fare. (Walt Disney)

margot80 alle ore 10:44 | notizie, tesi, università, me medesima, lottare
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giovedì, 10 aprile 2008

A volte credo di poter riuscire nel raggiungere degli obbiettivi... anche se tutti mi dicono che è impossibile e sgranano gli occhi quando gliene parlo.

Non so se sono incosciente o coraggiosa.

margot80 alle ore 15:49 | tesi, università, me medesima
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